Cosa verifica un controllo del registro dei trattamenti
Aggiornato: settembre 2026
Un controllo del registro dei trattamenti non è un esame sulla legge. Qualcuno scorre le tue annotazioni e verifica che ogni trattamento sia registrato per intero e nei tempi. Ecco cosa conta.
Le norme
- Il registro dei trattamenti è obbligatorio dal DPR 290/2001, art. 42 e dal D.lgs 150/2012.
- Il DM del 30 dicembre 2025 stabilisce che i registri passano al formato elettronico entro il 31 dicembre 2026: dal 1° gennaio 2027 il registro è solo elettronico.
- Ogni trattamento va annotato entro 30 giorni.
Chi controlla
I controlli li fanno i Servizi fitosanitari regionali e le ASL. L'Organismo pagatore verifica inoltre la condizionalità: chi usa il QDCA riceve meno controlli in loco.
Le sanzioni
La violazione degli obblighi di registrazione è punita con una sanzione da 500 a 1.500 euro (art. 24, comma 13, D.lgs 150/2012). In caso di reiterazione si rischiano la sospensione o la revoca del patentino e tagli alla PAC.
Gli errori tipici
- Trattamenti annotati oltre i 30 giorni, o ricostruiti tutti a fine annata.
- Un nome commerciale senza numero di registrazione.
- Particelle indicate con un soprannome invece che con i riferimenti catastali.
- Dal 2027: una foto o un PDF al posto di un registro elettronico.
Mostrarlo con Agro GPS
La Modalità controllo mostra con un tocco quello che chiede il controllore: data, particella, prodotto con il numero di registrazione, dose e superficie trattata. Se ti chiede un file, esporti le tue lavorazioni in CSV, gratis e in qualsiasi momento. La banca dati del Ministero della Salute è caricata a livello di prodotto, senza gli impieghi autorizzati: coltura e dose le leggi in etichetta.