Il quaderno di campagna, spiegato a chi deve compilarlo
Aggiornato: settembre 2026
Il quaderno di campagna è il registro dove chi conduce un'azienda agricola annota cosa fa sui propri campi: quali trattamenti fitosanitari esegue, con quale prodotto, in che dose, su quale particella e in che data. Esiste da anni su carta. Quello che cambia adesso è il formato: dal 1° gennaio 2027 diventa solo elettronico e sta dentro il fascicolo aziendale.
Chi deve tenerlo
Chi impiega prodotti fitosanitari per uso professionale. Non conta l'ettaraggio e non conta se vendi in cooperativa o al mercato: se tratti, registri. La responsabilità è del titolare dell'azienda, ed è una responsabilità che non si delega. Puoi far compilare il quaderno a un tecnico, a un contoterzista o a un dipendente, ma se un dato è sbagliato risponde chi conduce l'azienda.
Vale anche per il piccolo produttore e per chi coltiva part-time: la soglia non è la dimensione dell'azienda, è l'uso professionale del prodotto.
All'obbligo di registrare si affianca quello di abilitazione: per acquistare e impiegare prodotti fitosanitari a uso professionale serve il certificato, quello che tutti chiamano patentino. Nel quaderno finisce anche chi ha materialmente eseguito il trattamento.
Cosa si annota per ogni trattamento
- Prodotto impiegato, con il suo numero di autorizzazione.
- Coltura trattata, con il codice EPPO che le corrisponde.
- Particella identificata e superficie effettivamente trattata.
- Dose o quantità impiegata, e la motivazione: quale avversità stavi combattendo.
- Data del trattamento e chi lo ha eseguito.
Accanto ai trattamenti, un quaderno completo tiene traccia anche delle altre operazioni colturali: semine e trapianti, concimazioni, irrigazioni, raccolte. Sono i dati che servono per ricostruire un'annata e per capire quanto ti è costata davvero una coltura.
Le annotazioni vanno conservate e devono restare consultabili: un controllo può chiederti l'annata in corso e quelle precedenti. È il motivo per cui un quaderno sparso fra blocchi di carta, foto sul telefono e fogli di calcolo diventa un problema il giorno che qualcuno bussa.
Cosa guarda un controllo
Un controllo non valuta la calligrafia. Guarda tre cose, e sono sempre le stesse.
- Che il prodotto fosse autorizzato per quella coltura e per quell'avversità alla data in cui l'hai usato.
- Che sia stato rispettato l'intervallo di sicurezza fra l'ultimo trattamento e la raccolta.
- Che l'annotazione sia stata fatta nei tempi: senza ritardo ingiustificato e comunque entro 30 giorni.
I primi due punti si verificano contro la Banca Dati dei prodotti fitosanitari del Ministero della Salute. Il terzo è quello che mette in difficoltà più aziende, perché un registro compilato tutto in una sera si riconosce: date troppo regolari, dosi tonde, nessuna correzione.
Dal blocco in cabina al telefono
Il passaggio all'elettronico è un obbligo, ma la ragione vera per farlo prima è un'altra. Quando annoti la sera a casa ti dimentichi la dose esatta, arrotondi gli ettari e ricostruisci la data a memoria. Quando annoti sul posto, appena sceso dal trattore, il dato è quello giusto e non ci torni più sopra.
C'è un secondo effetto, meno ovvio. Un quaderno tenuto bene, particella per particella, smette di essere solo un adempimento: diventa lo storico della tua azienda. Quanto hai speso in difesa su quel vigneto, quante volte sei intervenuto rispetto all'anno scorso, quali appezzamenti ti costano più di quello che rendono.
Il quaderno di campagna digitale con Agro GPS
Con Agro GPS una lavorazione si registra in meno di trenta secondi: prodotto scelto dalla banca dati ufficiale, particella già presa dal tuo fascicolo, dose proposta in base all'ultima volta. L'app funziona senza campo e sincronizza quando torni a prendere linea, così "qui non c'è segnale" smette di essere una scusa. Prima di applicare ti dice se il prodotto è ammesso su quella coltura e quanti giorni mancano alla raccolta. E l'export completo dei tuoi dati è gratuito per sempre, perché sono tuoi.